mercoledì 30 marzo 2011

Senza indugio


Stridula, l'eco della voce
si rintana nelle pieghe della testa
senza fermarsi e in ascolto.
E la luce cambia i suoi colori
col passare delle ore.
Il tempo è tutto e il tutto passa.
Senza tacere, i passi
scuotono la terra e senza indugio
calpestano ciottoli, avanti.
Piegato, il tuo sguardo severo
sfiora i rami con le membra dissolte.
E lì verso l'alto che si assopisce.

Antonio Ricci

Ad un adolescente


Al crepuscolo
i tuoi passi lenti
alimentano i pensieri
che con distrazione
affollano la mente
e intanto il corpo
è diretto verso l'ignoto.

 Antonio Ricci 
"Il titolo della raccolta trova un riscontro coerente in quella tensione ovunque avvertibile, che spinge le parole a recuperare un senso depositato sul limite inesprimibile del dolore e della passione... In un percorso che va dall'io al mondo, all'altro da sé, la poesia di Antonio Ricci istituisce un dialogo interiore che non è contemplazione, ma insistita e provocatoria interrogazione... Scorre sullo sfondo a volte appena adombrata o emergente per lampi, in primo piano, l'immagine pervasiva di una presenza amata, che non è chiamata in causa con il tono dell'elegia o del ricordo, ma è oggetto di desiderio o di angosciata interrogazione..." (Dalla Prefazione di Giacomo Graziani)